Roma, 18 feb. (Adnkronos Salute) - "I tagli trasversali dei finanziamenti pubblici regionali colpiscono al cuore l'esistenza stessa degli ospedali religiosi classificati. Solo nel Lazio queste strutture coprono il 30% del fabbisogno sanitario regionale, un patrimonio di eccellenze e professionalita' che andrebbe salvaguardato. Il rilancio dei classificati e la salvaguardia dei livelli occupazionali devono essere una priorita' per la politica nazionale e regionale". Ad affermalo in una nota e' Donato Menichella, segretario nazionale dell'Associazione nazionale medici istituti religiosi spedaliera (Anmirs). Ieri oltre 200 medici hanno partecipato alla tavola rotonda promossa dall'Anmirs, alla quale e' intervenuto il senatore del Partito democratico Ignazio Marino. Un incontro per discutere della crisi che ha colpito il gruppo Idi e del concordato preventivo che sta interessando l'ospedale Cristo Re di Roma. "Non si puo' considerare il taglio degli ospedali come se fosse la cancellazione di una tradizionale aziendale - spiega Marino - perche' cancellando centinaia di professionisti si cancella un'esperienza, una cultura e una capacita' di aiuto al paziente che e' il frutto del lavoro costruito in decenni". L'Anmirs ha infine condiviso pienamente la proposta del senatore Marino, di un'agenzia di valutazione e verifica che "metta in una competizione sana, leale e trasparente le strutture pubbliche e l'ospitalita' religiosa del nostro Paese - sottolineano i medici - sulla base dei risultati delle cure, di efficienza, efficacia e qualita'".



