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Energia in Europa meno aste per far salire il prezzo dei certificati ETS

Emendamento votato in Commissione ambiente oggi a Bruxelles, ora parte l'iter
domenica 24 febbraio 2013
Energia in Europa meno aste per far salire il prezzo dei certificati ETS

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Bruxelles, 19 feb. (Adnkronos) - I membri della Commissione europea dell’ambiente hanno oggi approvato con 38 voti a favore e 25 contrari un emendamento teso a concentrare i piani per il sistema di scambio delle emissioni (i cerificati ETS), gettando un’ancora di salvezza al mercato delle emissioni ormai da tempo in crisi profonda. Il voto di questa mattina apre la strada ad ulteriori iniziative per concentrare le aste degli ETS, riducendone così il quantitativo disponibile sul mercato, facendo aumentare i prezzi e rendendo quindi più appetibile il ricorso alle energie ‘verdi’ abbandonando quelle più inquinanti. La prossima settima ci sarà un altro voto della Commissione ambiente per avviare un dialogo a tre con parlamento e Stati membri sull’emendamento approvato oggi. Il Parlamento Ue dovrebbe quindi votare in plenaria il prossimo aprile. L’incertezza sul mercato degli ETS ha destabilizzato le politiche energetiche dei Paesi Ue, tanto che la Gran Bretagna ha recentemente deciso di procedere sulla strada della decarbonizzazione seguendo una propria agenda. In Europa gli ostacoli maggiori vengono dalla Polonia, forte produttrice di carbone che non vede di buon occhio l’aumento di prezzo dei certificati e della Germania che ha tenuto un atteggiamento contraddittorio. Il risultato è che in Europa il prezzo medio dei certificati è di circa 4€ a tonnellata, ma a gennaio è crollato a 2,81€, quando il prezzo, per rendere appetibile la conversione degli impianti, non dovrebbe essere inferiore ai 40€ a tonnellata. Il mercato europeo del carbonio è stato lanciato nel 2005, ed il prezzo delle quote è arrivato quasi a zero nel 2007 dopo il picco di 32 euro per tonnellate dell'aprile del 2006. Un'altalena provocata dall'immissione di un'enorme quantità di quote rimaste invendute che ha portato il livello dei prezzi ai valori attuali. Nel proprio intervento, intitolato “Green Economy: Un’economia a zero emissioni”, Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, spiega al futuro Governo le potenzialità dell’economia verde citando uno studio in base al quale “attraverso misure precise di efficienza energetica, che possono essere ripagate in 12 anni, si possono produrre 1,5 milioni di posti di lavoro in 10 anni”. Pertanto, conclude più avanti Ronchi, “Bisogna capire che l’ambiente deve diventare un driver fondamentale per riqualificare il nostro sviluppo”. Si apre con una sorta di filastrocca “Reato ambientale: scrivilo nella Costituzione e nel Codice penale!” il video appello del magistrato Gianfranco Amendola che sintetizza nella sua clip la richiesta finale di tutti gli opinion leader”: “Inserire tra i principi costituzionali non solo il diritto alla tutela del paesaggio ma anche quello alla tutela dell’ambiente, all’epoca escluso solo perché non se ne aveva ancora l’attuale consapevolezza. Inoltre, bisogna cambiare le leggi: ad esempio è assurdo che oggi chi ruba nel supermercato rischi la galera e chi inquina le nostre acque invece rischi appena una sanzione amministrativa. Occorre quindi dare attuazione a ciò che l’Europa ci ha chiesto già da anni: inserire i delitti contro l’ambiente nel Codice penale, oltre a rafforzare gli organi di controllo che oggi sono senza risorse e senza mezzi”.