Roma, 19 feb. (Adnkronos Salute) - Lotta a suon di esposti e denunce contro i disservizi e gli ostacoli burocratici della sanita' per difendere il suo diritto di persona disabile alla salute. Giampiero Alban, romano di 44 anni, dall'eta' di tre anni sulla sedia a rotelle, ha piu' volte alzato la voce contro le scelte della sua Asl, la Roma B, in materia di fornitura degli ausili urologici e dei dispositivi, denunciando nel 2008 alla Guardia di Finanza gli affidamenti della Asl per l'erogazione dei dispositivi che vengono forniti dalle aziende alle persone con handicap e rimborsati dal Ssn. "Il disabile ha delle necessita' - spiega Alban a margine della presentazione a Roma dell'indagine dall'Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza (Onps) - che vanno dagli ausili medici, ai dispositivi ortopedici, fino alle carrozzine. E l'azienda che lavora per la Asl diventa un punto di riferimento per il paziente. Una garanzia per chi ha seri problemi". "Dopo quindici anni - prosegue - nel 2008 la Asl Roma B ha deciso di cambiare fornitore per questioni di risparmi, affidandolo con una trattativa diretta ad una altra societa'. Io mi sono opposto e sono andato dalla Guardia di Finanza". Solo a questo punto Alban e' stato ricevuto dalla dirigenza della Asl Roma B, ma nel frattempo aveva speso in sei mesi, di di tasca sua per comprare di tasca gli ausili medici, circa 1.000 euro. Ad ottobre 2012 la Asl ha indetto una nuova gara d'appalto vinta da un nuova societa', a cui Alban ha fatto seguire un esposto ai Carabinieri: "Ho ritenuto di denunciare alcune cose poco chiare nel servizio - precisa - ma alla fine il bando e' stato assegnato". "La mia lotta contro la Asl Roma B e' per un diritto alla salute trasparente e che non mi precluda la qualita' e la sicurezza dei dispositivi e degli ausili che utilizzo tutti i giorni - sottolinea Alban - se la Regione Lazio vuole risparmiare, non lo faccia sulla mia pelle. Non sono un esperto ma ci vuole poco a capire se questi dispositivi, magari offerti con prezzi troppo bassi, arrivano magari dalla Cina. Saro' io a pagare con la mia salute le conseguenze dei tagli in sanita'".



