(Adnkronos) - Come ha rilevato Italia Nostra Roma, gia' nel 2009, anche la Soprintendenza Archeologica aveva espresso delle riserve riguardo al progetto, chiedendo che fosse avviato il processo di integrale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, premessa imprescindibile per dare il via ai lavori, in quanto riteneva "incompatibile, ai fini della tutela dell'Anfiteatro Flavio e della frequentazione in sicurezza dell'area, la compresenza del traffico veicolare pubblico e privato e del transito dei mezzi funzionali alle attivita' di cantiere". Hanno partecipato alla conferenza stampa anche Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale e candidata lista Amnistia Giustizia e Liberta' in Puglia e Basilicata, Giuseppe Rossodivita, candidato alla presidenza della Regione Lazio, lista Amnistia Giustizia e Liberta' ed Emma Bonino, vice presidente del Senato. Quest'ultima e' intervenuta per evidenziare tre principi che, secondo lei, devono portare a ridiscutere il progetto della Metro C: la trasparenza; la legalita', in relazione alla violazione della 'legge sull'archeologia preventiva' e la definizione dei ruoli tra i diversi corpi dello Stato. Riguardo il primo punto, Bonino ha ribadito di aver tentato piu' volte a far accedere i cittadini al processi decisionali, "ma la chiusura e' stata totale", ed ha aggiunto: "Per quale motivo non si puo' fare un dibattito pubblico anche su questo tema? Il mondo e' cambiato dal 1990, ma la tecnologia scelta per quest'opera cosi' invasiva, nel bene e nel male, e' rimasta la stessa". Rossodivita ha poi concluso la conferenza con un'esortazione: "Bisogna informare l'opinione pubblica, perche' attraverso la conoscenza dei rischi, dei benefici e dei costi, aiuti le istituzioni deboli, come la Soprintendenza Archeologica a reggere le pressioni dei partiti".



