Milano, 20 feb. (Adnkronos Salute) - Sembra un banale occhiale da sole. Solo un filo collegato a un microcomputer e una piccola cassettina nera applicata alla bacchetta tradiscono la sua particolarita'. Con questo 'occhiale bionico' infatti, Filippo, 32enne di Pescara - e come lui altri 7 pazienti italiani - ha detto addio al buio totale nel quale era avvolto ormai da qualche anno per effetto dell'aggravamento di una malattia degenerativa rara, la retinite pigmentosa, ed e' tornato a vedere la differenza tra giorno e notte, a distinguere la forma degli oggetti, le sagome delle persone. Progressi apparentemente piccoli, che pero' restituiscono un po' di autonomia a persone che l'avevano perduta. Succede a Pisa, con un intervento pioneristico - non adatto a tutti i pazienti con retinite pigmentosa - che permette l'impianto di una protesi retinica hi tech. I medici della Chirurgia oftalmica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana hanno realizzato il primo impianto al mondo, dopo l'approvazione dell'agenzia del farmaco europea (Ema), e adesso con gli altri 7 pazienti seguiti, vantano il maggior numero di casi post sperimentazione. Tanto che un comitato scientifico e' al lavoro per far ottenere all'ospedale toscano l'etichetta di 'centro di eccellenza' e per garantire l'accessibilita' e la rimborsabilita' dell'impianto. La protesi infatti ha dei costi molto alti, circa 78 mila euro ai quali si aggiungono le spese per l'intervento (il Drg vale 4 mila euro) e per l'assistenza post impianto. "Arriviamo a circa 85 mila euro a paziente", spiega Elio Borgonovi, docente di Economia e management delle amministrazioni pubbliche all'universita' Bocconi di Milano e Presidente del Cergas Bocconi. "Riuscire di nuovo a riconoscere le lettere, se scritte in bianco su sfondo nero e quindi con un altissimo contrasto, e' stato bellissimo per me che amo leggere", racconta oggi Filippo, durante un incontro a Milano. La gioia del 'paziente zero', "Riccardo, di Prato, e' stata quella di riuscire a intravedere la sagoma della figlia, nata dopo che lui era diventato cieco", riferisce Stanislao Rizzo, direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. (segue)



