(Adnkronos) - Con questa creazione Fabrizio Monteverde e Cristina Bozzolini riprendono un percorso di solidale e feconda collaborazione artistica piu' che ventennale. Monteverde e' un coreografo che ha dato un'impronta importante e molto personale nella storia della nuova danza italiana, a lui dobbiamo molte 'riscritture' di testi classici, da Romeo e Giulietta a Cenerentola, fino al recente Otello. Con questa 'Coppelia' Monteverde soddisfa il suo desiderio di cimentarsi con il balletto classico: "Era da tempo che desideravo fare un balletto rispettando i canoni dell'Ottocento, la storia e la musica. Riconoscere le forme e le strutture del balletto classico utilizzando un linguaggio moderno". Un ardua scelta questa, dato che Coppelia e' stato un titolo con il quale si sono gia' cimentati illustrissimi nomi della coreografia contemporanea da Maguy Marain a Roland Petit; Monteverde, al confronto delle precedenti, non stravolge nulla e non connota la storia in un tempo e in uno spazio ben precisi: la sua rilettura resta fedele a quella originaria, ma scava nella narrazione facendone emergere tutto il non detto presente nel libretto, in una interpretazione ne' bizzarra, ne' stravolgente, ma raggiante per la vivacita' coreografica, che ben si modella sui giovanissimi della compagnia toscana.



