Roma, 22 feb. - (Adnkronos) - Il relitto della Costa Concordia non deve essere trasportato fuori dall'Unione Europea. Anzi. Deve essere trasportato e smantellato nel porto piu' vicino. In questo caso si tratta di Piombino. Lo stato italiano deve intervenire e non lasciare campo libero alla Costa Crociere nel determinare il progetto di recupero. Cosi' Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente, interviene all'Adnkronos sulla situazione della Costa Concordia commentando la possibilita' che la nave possa essere trasferita fuori dal territorio, non solo italiano ma addirittura europeo. In particolare, Venneri spiega che "ci auguriamo che la nave venga messa in galleggiamento il prima possibile, in modo da poter essere trasportata e smantellata nel porto piu' vicino". In questo caso, dunque, il porto ideale sarebbe quello di Piombino, "ma purtroppo al momento non e' ancora attrezzato". Parlare poi di porti extra europei "ci sembra una follia". Per questo il responsabile mare di Legambiente esprime "forti perplessita' sul progetto di recupero che viene continuamente rimandato. La rimessa in galleggiamento della nave e' stata rimandata gia' due- tre volte e adesso si parla dell'autunno del 2013". Questo dato insieme alle "difficolta' nel realizzare il falso fondale dimostra che questo progetto di recupero non e' consolidato". La nave, sottolinea Venneri, "e' un rifiuti che insiste sul territorio nazionale e le istituzioni devono farsi sentire". In merito, secondo Venneri, "e' singolare che sia stato lasciato tanto campo libero alla societa' nel determinare il progetto di recupero". Un progetto "dove non c'e' la mano decisoria dello stato italiano". (segue)



