Roma, 22 feb. - (Adnkronos) - Le politiche attivate e quelle in programma, secondo l'analisi della Eea, porteranno facilmente l'Italia a rispettare anche il target 2020 attribuitole in sede europea in modo distinto per settore Ets e non Ets. La previsione e' della Fondazione per lo sviluppo sostenibile che ha elaborato 'Dossier Kyoto 2013'. In sede europea si discute da tempo in una revisione al rialzo dello stesso target 2020 sulle emissioni serra (portandolo ad almeno il 25 o 30% di riduzione rispetto al 1990) e nel 2011 la Commissione ha presentato una roadmad al 2050 invitando gli stati membri a indicare nuovi target nazionale almeno al 2030. L'impegno per l'Italia non si esaurira', dunque, ne' con il target 2008-2012 del Protocollo di Kyoto, ne' con quello al 2020 del pacchetto Clima-Energia. Allo stato attuale, ipotizzando che gli impianti Ets in Italia siano complessivamente soggetti a un impegno di riduzione equivalente a quello medio europeo, l'obiettivo al 2020 per l'Italia e' pari a circa 470 MtCo2eq, quindi poco al di sotto di quello previsto dal Protocollo di Kyoto e sostanzialmente pari alle emissioni stimate per il 2012. La Fondazione per lo sviluppo sostenibile ha lanciato da diverso tempo la proposta che la ripartizione degli impegni di riduzione previsti dalla Roadmap europea del 2011 sia effettuata seguendo il criterio di progressiva convergenza, proprio al 2030, delle emissioni procapite dei diversi paesi membri, processo peraltro gia' in corso. Questo significa fissare un nuovo tetto alle emissioni nazionali di gas serra al 2030 di 370 MtCo2eq.




