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Arte: Celant spiega Savelli al Marca di Catanzaro (2)

domenica 24 febbraio 2013
1' di lettura

(Adnkronos) - Sin dagli anni sessanta, Savelli insegna, insieme a Dorazio, alla Pennsylvania University di Philadelphia ed e' ancora Dorazio a ricordare quell'esperienza: "Savelli, pur non essendo il direttore effettivo, era quello che dirigeva tutte le attivita', era quello che aveva piu' influenza sui ragazzi e dava loro un autentico orientamento. I suoi consigli erano preziosissimi anche perche' Savelli era un grande conoscitore della tecnica della pittura e un grande maestro del disegno." Savelli nel 1954 si trasferisce a New York dove l'anno successivo realizza la sua prima personale nella sede della galleria The Contemporaries. Nel 1957 partecipa a una collettiva da Leo Castelli che nel 1958 ospita una sua personale. Il grande gallerista della pop art, che portera' al successo artisti quali Andy Warhol e Roy Lichtenstein, offre un contratto a Savelli che lo rifiuta non ritenendo che la linea estetica del mercante italo-americano fosse coerente con il suo lavoro. Le relazioni linguistiche con gli americani, che saranno approfondite dall'intervento di Celant, appaiono determinanti. E' stato, per esempio, Newman a dare il titolo ad una delle sue installazioni piu' famose, 'Dante's Inferno' (al Marca viene presentato un prototipo) formata da 25 elementi dove la corda tesa attorcigliata viene collocata all'interno di strette e lunghe colonne di alluminio dipinte di bianco di varie altezze: Newman, in visita, insieme alla moglie, nello studio di Savelli a New York ha immediatamente messo in relazione il grande lavoro plastico con il poema dantesco.