Firenze, 17 giu. - (Adnkronos) - "Per le ecomafie non c'e' crisi, i dati del Rapporto di Legambiente 2013 sull'illegalita' ambientale fotografano un'Italia, da nord a sud, dove il business criminale e' impressionante, non si ferma e anzi aumenta i suoi fatturati rinnovandosi e coprendo anche nuovi settori della nostra economia. Reati, denunce, arresti e sequestri per un giro d'affari di 16,7 miliardi di euro". Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D'Angelis commentando il Rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente. "La tutela dell'ambiente e della legalita' non sono negoziabili - sottolinea il sottosegretario D'Angelis - anche perche' corruzione e infiltrazioni criminali non solo producono aumenti dei costi delle infrastrutture ma ne diminuiscono pesantemente la qualita' e la sicurezza, danneggiano la nostra economia e l'immagine internazionale del Paese minando anche la sana competizione tra imprese di cui l'Italia ha grande bisogno per il suo rilancio. E' l'ora di introdurre i delitti ambientali nel nostro codice penale con l'approvazione del disegno di legge licenziato dal governo Prodi nel 2007 e ripresentato in questa legislatura dal presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci".



