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Archeologia: Oristano, Gdf e Soprintendenza recuperano cannone spagnolo del 1600

domenica 23 giugno 2013
Archeologia: Oristano, Gdf e Soprintendenza recuperano cannone spagnolo del 1600

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Oristano, 19 giu. - (Adnkronos) - Importante ritrovamento archeologico nelle acque del golfo di Oristano. I militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari hanno portato in superficie un cannone in bronzo di straordinaria bellezza in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Province di Cagliari e Oristano. Si tratta di un pezzo d'artiglieria risalente al 1600 e appartenente presumibilmente ad un galeone spagnolo inabissatosi proprio nelle acque sarde. Con il supporto del guardacoste "G.204 Finanziere Garulli" comandato dal Maresciallo e archeologo subacqueo Andrea Coffa, i sommozzatori delle Fiamme Gialle e della Soprintendenza hanno raggiunto le acque in prossimita' delle secche di libeccio nel cuore dell'Area Marina Protetta del Sinis - Isola di Mal di Ventre. Il cannone Giaceva sul fondale sabbioso, seminascosto tra due rocce, ad una profondita' di 11 metri, con la culatta ad ovest e la bocca (volata) verso est. Dopo aver annotato tutte le informazioni scientifiche, realizzata la documentazione video fotografica e preparate le complesse fasi di recupero, il reperto di circa due tonnellate, della lunghezza di 2,75 metri e' stato portato in superficie con l'impiego di grossi palloni da sollevamento. Una volta giunti in prossimita' della costa a strapiombo, il cannone e' stato sollevato da un'autogru messa a disposizione dal Comune di Cabras e poi caricato su un mezzo della Gdf per la scorta fino agli uffici della Soprintendenza di Cagliari. Da subito il pezzo d'artiglieria e' sembrato essere in ottimo stato di conservazione. Nel fusto, parzialmente ricoperto da concrezioni organiche, si intravedono una serie di fregi a rilievo nel bronzo e gli anelli di fissaggio sulla parte superiore hanno forme zoomorfe (pesci o mostri marini), mentre sulla culatta si notano incisi alcuni numeri. Dalle prime analisi, i tecnici della Soprintendenza hanno riferito che potrebbe trattarsi di un cannone spagnolo del 1600, forse caduto in mare durante una tempesta o a seguito di uno sbilanciamento repentino della nave dovuto ad una collisione con i vicinissimi scogli semisommersi. I successivi lavori di restauro e le analisi archeologiche forniranno sicuramente una piu' dettagliata descrizione del reperto, l'esatta provenienza e probabilmente anche le cause che hanno provocato il naufragio. Le prime prospezioni subacquee effettuate nella zona in occasione del recupero, non hanno finora svelato la presenza di un relitto o parte di esso.