Pordenone, 21 giu. - (Adnkronos) - Il terremoto del Friuli del 1976 provoco' "la paura che sviluppo' solidarieta' e fece si' che il bene comune prevalesse sull'individualismo". Lo afferma all'Adnkronos Annamaria Tonelli, ex sindaco di uno dei Comuni allora distrutti, Castelnovo del Friuli (Pordenone), parlando del sisma odierno a Massa Carrara. Nel 1976, Tonelli dopo il sisma fece la volontaria, per diventare poi il sindaco di Castelnovo nel 1978. Era il piu' giovane primo cittadino d'Italia, aveva solo 21 anni, e si trovo' ad affrontare la ricostruzione. "Nel 1976 - ricorda - il nostro Friuli era assolutamente rurale, in particolare le zone montane e pedemontane. Nel 1978 era praticamente tutto da fare e si comincio' a parlare seriamente di Piani particolareggiati, di strumenti urbanistici, di regole. Ci fu un salto culturale: la pubblica utilita' - ribadisce Tonelli - andava al di la' dell'interesse privato". "Nel 1976, le case, praticamente tutte di pietra, del paese crollarono. Circa il 90% di Castelnovo fu raso al suolo, cosi' come le sue 33 frazioni". Quando si parla di sisma, "la prima cosa che metto a fuoco - conclude Tonelli- e' la paura, un elemento enormemente unificante. Tutti scendono in strada, sia che abitino nell'attico sia che vivano nella casupola".



