Roma, 11 feb. - (Adnkronos) - "Mi sono dato qualche giorno sperando che il Consiglio di Stato esamini rapidamente il ricorso oppure per verificare se esistano le condizioni per un altro provvedimento urgente, perché credo che non si possa scherzare con queste tematiche e che non si possa continuare a campare così. Questa è una commedia alla quale non mi presto". Così il ministro dell'Ambiente Corrado Clini commenta la sentenza del Tar del Lazio che ha bloccato il decreto del ministro dell'Ambiente che prevedeva il trasferimento dei rifiuti della Capitale in altri 4 impianti del Lazio. Secondo il ministro, "il Tar ha preso una decisione incomprensibile perché per essere più sicuro della scelta che avevamo fatto ho mandato i Carabinieri in tutti gli impianti del Lazio per accertarne l'effettiva capacità". In questa situazione "o si ripristina con urgenza il dispositivo del decreto del ministro oppure sarò costretto a scegliere tra chiudere la discarica di Malagrotta, perché comunque sta funzionando contro la legge, oppure adottare un atto illeggittimo che utorizzi la continuazione dello smaltimenti dei rifiuti di Roma in quella discarica. Non è una decisione facile". In un ciclo virtuoso dei rifiuti che favorisca il riuso "non c'è posto per le discariche che continuano ad avere in Italia un ruolo rilevante soprattutto nelle regioni del Centro-sud e che oltre ad essere eccentriche rispetto alla direttive europee, rappresentano una soluzione obsoleta e impegnativa per l'ambiente. Purtroppo, soluzione privilegiata da amministrazioni incapaci di promuovere il valore economico positivo del recupero e del riuso, con costi ambientali ed economici elevati per le comunità locali" continua il ministro dell'Ambiente. "In questi anni di governo - aggiunge Clini - abbiamo lavorato molto per rafforzare le tecnologie di recupero e di riuso, spesso contrastati da una sindrome Nimby supportata da argomentazioni allarmistiche infondate che negli ultimi 15 anni hanno favorito ciclicamente l'emergenza rifiuti e il corollario noto di malgoverno e malaffare. Mi auguro che il prossimo Governo e il prossimo Parlamento proseguano il nostro lavoro". "L'economia italiana, povera di materie prime, può trarre solo vantaggio dall'inserimento dei rifiuti nel ciclo economico positivo del riuso. L'Italia non si può permettere l'emergenza rifiuti che ancora oggi assedia città importanti fino a rischiare di coinvolgere la nostra Capitale". Secondo il ministro, "le esperienze di successo in Italia e in Europa nella gestione dei rifiuti indicano che la strada maestra è quella di inserire il rifiuto nel ciclo industriale del riuso, sia come materiale che come risorsa energetica e, ferme restando la differente natura e le diversità modalità di raccolta e selezione, la valorizzione industriale dei rifiuti deve essere guidata dalle migliori opzioni tecnologiche sostenibili e sicure, superando la divisione amministrativa tra ririfiuti urbani e rifiuti speciali". A questo fine, aggiunge Clini, "considero opportuna una revisione della normativa attuale per semplificare e favorire il recupero e il riuso secondo i criteri della filiera senza tuttavia rinunciare alla tracciabilità del rifiuto speciale, che è il tema della revisione del sistema sistri sul quale stiamo lavorando come stabilito dal Parlamento. In questo contesto si collocano sia il valore aggiunto delle tecnologie innovative, che consentono di raggiungere risultati significativi di recupero di materia ed energia senza costi ambientali, sia il consolidamento di sistemi di gestione come i consorzi di filiera che riescono a dare un valore esconomico positivo alla risorsa rifiuto. A margine del convegno 'Memorandum 2013' il ministro Clini parla del condono edilizio che vede come "un'idea sciagurata perché è una delle cause del dissesto idrogeologico del nostro Paese" Il ministro sottolinea che "dove i piani regolatori e quelli urbanistici non prevedono la possibilità di costruire abitazioni o impianti produttivi, lì non si deve costruire. Quando questo è stato fatto - conclude - i risultati si sono visti non soltanto nello scempio del paesaggio, ma anche per i gravi danni che si sono verificati negli ultimi anni a causa di eventi climatici estremi". "Guardando a quello che è successo in altri Paesi europei come Germania e Olanda penso che la strada migliore sia quella di mettere insieme le forze politiche importanti che hanno radici popolari affinché convergano su un programma comune per il futuro del Paese che è più importante del prevalere di un solo punto di vista". Così il ministro dell'Ambiente Corrado Clini in occasione del convegno 'Memorandum 2013' organizzato dalla Camera di Commericio di Roma e dalla fondazione Formiche, commenta la possibilità di una grande coalizione per non vanificare il lavoro dell'agenda Monti. "Come avete visto dalla discussione difficile che c'è stata sul bilancio dell'Unione europea - sottolinea il ministro - i problemi non sono affatto risolti. I problemi devono essere affrontati avendo chiaro che cosa si vuol fare e sapendo che ci vuole una grande solidarietà nazionale. Che questo poi si traduca in formule di governo, in forme di alleanze parlamentari, non so dirlo". In particolare sui temi ambientali il ministro auspica un'agenda trasversale.




