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Mafia: difesa Dell'Utri, non c'e' prova imputato per reato concorso esterno

domenica 17 febbraio 2013
1' di lettura

Palermo, 11 feb.- (Adnkronos) - "Non c'e' la prova che Dell'Utri abbia commesso un reato di concorso esterno in associazione mafiosa". Lo ha detto l'avvocato Massimo Krogh, difensore di Marcello Dell'Utri, proseguendo ancora la sua arringa difensiva, che finira' oggi. L'avvocato, in particolare,non lesina critiche ai collaboratori di giustizia che hanno accusato l'imputato:"Tutte le contraddizioni dei pentiti intervenuti in questo processo si sono risolte non con il 'favor rei', ma esattamente al contrario", spiega il legale prendendosela soprattutto con il pentito Gaetano Grado."Le cose che dice Grado sono 'incofermabili'", spiega ai giudici. Poi l'avvvocato Krogh, subentrato nella difesa da poco tempo, ha parlato dei rapporti tra l'imprenditore palermitano Filippo Alberto Rapisarda e Dell'Utri. L'imputato aveva lasciato verso la fine degli annii Settanta l'azienda di Berlusconi per lavorare con Rapisarda: "Appaiono del tutto generiche le motivazioni portate dal collegio e dal pg sul fatto che Dell'Utri avrebbe lavorato li' per riciclare denaro della mafia". Infine, occhi puntati anche sulla telefonata intercettata tra Del'Utri e Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, risalente al 1980 nel corso della quale i due parlavano dell'acquisto di un cavallo. Ma secondo l'accusa, in reakta'm si sarebbe aprlato dell'acquisto di una partita di droga. "Non e' possibile pensare - ha detto Krogh - che in questo Paese le persone si possono condannare senza prove. Non ci sono davvero elementi per dire che in quella chiamata si parlasse di droga".