Firenze, 11 feb. - (Adnkronos) - L'obbligo delle Stato accanto al dovere civile di ciascuno, per ricordare una delle grandi tragedie del Novecento. Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale della Toscana, apre con il suo intervento la seduta solenne che celebra, in Palazzo Panciatichi, il Giorno del Ricordo. Davanti alla platea di autorita' il presidente Monaci sottolinea che "non esistono memorie minori, che il ricordo dovuto di quanto dovettero subire coloro che morirono o che dovettero lasciare le loro terre (si stima dalle 200 alle 300 mila persone) deve trovare tutti uniti se nel paese, ancora oggi, accadono atti vandalici nei confronti dei luoghi del ricordo: qualche settimana addietro della Shoah, oggi delle foibe". Monaci ricorda "come bagarre politica e dibattito sulle responsabilita' che hanno avuto fascismo e comunismo abbiano stravolto il significato proprio del Giorno del Ricordo; e rammenta pure come entrambe le ideologie abbiano tentato di negare responsabilita' oggettive di un uso arbitrario e criminale del potere esercitato". Per questo oggi, ribadisce Monaci, "in questa assemblea siamo uniti, senza colori politici, nel celebrare questa giornata. Una memoria, quella delle foibe, troppo spesso dimenticata o poco conosciuta, come dimostra un sondaggio commissionato da Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia". Solo il 43% degli italiani sa cosa siano le foibe. E appena il 22% conosce il significato dell'Esodo giuliano-dalmata. Dati che il presidente del Consiglio toscano definisce sconfortanti. (segue)



