Milano, 12 feb. (Adnkronos) - Inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Sono questi i motivi per cui l'ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, e' finito in manette nell'inchiesta sul caso Finmeccanica. La custodia cautelare in carcere, su richiesta del gip di Busto Arsizio, e' motivata dall'esigenza di neutralizzare "il compimento di ulteriori condotte corruttive collegate alla sua attivita' manageriale e pone un limite, difficilmente superabile, all'impegno con cui egli, in prima persona, si e' attivato per impedire, ostacolare e svilire l'indagine che lo riguarda". Nell'ordinanza si spiega dei suoi contatti "gia' intrapresi con gli ambienti del Csm per ottenere la nomina del nuovo dirigente dell'ufficio inquirente procedente e, dunque, per escludere dall'indagine il magistrato del pm assegnatario del procedimento, ma anche e, soprattutto, la strategia da costui messa in opera volta a costruire una campagna di stampa a lui stessa favorevole, campagna sembra prezzolata a dimostrazione ancor piu' delle sue logiche operative, o comunque a silenziare le voci dissonanti".



