Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - "Solo recentemente la Costa e' entrata nel processo ed e' passata finalmente a far parte dei 'cattivi. E' importante che non si liquidi tutto con la svista di una sola persona, dobbiamo indagare sui limiti delle navi e della gestione". Lo dichiara Francesco Pepe, membro del collegio difensivo di del comandante Francesco Schettino, presente all'incontro di questa mattina con il Codacons e la stampa. "Usare Schettino come capro espiatorio avrebbe risolto tutto in maniera piu' rapida ed economica, ma senza arrivare alla verita'. Dal punto di vista formale ha delle responsabilita' oggettive, per la posizione che ricopriva, ma queste sono diverse dalle colpe reali che ha avuto. Schettino voleva scaricare i dati della scatola nera - prosegue Pepe - quest'ordine dimostra l'atteggiamento di trasparenza del mio assistito e la sua volonta' di non sottrarsi ai controlli". L'avvocato ricorda inoltre che il comandante e' sottoposto ad obbligo di dimora per rischio di reiterazione del reato, motivazione che, dice, "lo fa sorridere". Schettino si trova infatti a Meta di Sorrento ed e' "molto concentrato, presente e partecipe. E' costretto a rimanere a casa - conclude l'avvocato - e ne approfitta per studiare le carte del processo".



