Roma, 12 feb. (Adnkronos) - Oggi il 45,2 per cento degli italiani puo' vantare al massimo la licenza media, mentre in Europa il dato quasi si dimezza, scendendo al 27,3 per cento. "Solo due nostri connazionali su quattro sono diplomati, contro la percentuale di tre inglesi su quattro. L'Italia, inoltre, e' avara: in Europa e' ventiduesima per la quota di spesa pubblica destinata all'istruzione in rapporto al Pil". A dirlo all'Adnkronos e' Roberto Ippolito, giornalista e scrittore, che autore del saggio "Ignoranti. L'Italia che non va, l'Italia che non sa", edito da Chiarelettere e presentato oggi a Roma. All'incontro, nella Chiesa Ss. Celso e Giuliano, erano presenti Derrick De Kerckhove, Ivan Lo Bello, Tobias Piller e Andrea Vianello. Spesso esilarante per i casi che racconta, ma inquietante per lo scenario che descrive, Ippolito svela quanto e' somara l'Italia. Con nomi e cognomi fornisce, infatti, un campionario incredibile di assurdita': dal sottosegretario che accusa il ministro di essere un "asino bardato da generale" alla conduttrice che inciampa sugli accenti, ai deputati che parlano in modo inverosimile. Sorprendente? Non poi tanto. "L'Italia e' sempre in coda nelle classifiche per l'istruzione e la cultura -sottolinea Ippolito- Lo confermano gli spropositi che si trovano nei temi della maturita', i pessimi risultati degli studenti nel confronto internazionale, gli errori nella formulazione delle domande ai concorsi: anche chi giudica non perde occasione di sbagliare". L'economia, intanto, arretra. "Si' -risponde Ippolito- tutto il contrario di quanto avvenne negli anni del boom, quando l'innalzamento culturale accompagno' il miracolo economico". Al peggio non c'e' mai fine sia "per l'onda lunga dei tagli dell'era Berlusconi, che per la scarsa sensibilita' del governo tecnico di Monti. Nemmeno i privati si salvano". I confronti internazionali proposti ripetutamente nel libro certificano il disastro: uno 'schiaffo' per un Paese come l'Italia, per secoli culla della cultura e dell'arte. Come si puo' tornare a crescere? "Con l'istruzione e la cultura -conclude Ippolito- ma finche' gli ignoranti 'occuperanno' la politica non potra' esserci un reale cambiamento e un ritorno allo sviluppo. Solo il sapere puo' dare la scossa".



