Bari, 12 feb (Adnkronos) - "La comunicazione della rinuncia di Benedetto XVI ai cardinali e' una summa di teologia su cui tutta la cristianita' deve riflettere attentamente. E soprattutto non dobbiamo avere fretta nel liquidare quelle parole come un gesto conclusivo di un papato. Benedetto XVI si e' dato tempo fino al 28 febbraio per parlare da Papa e affidera' sicuramente al mondo, non piu' solo direttamente ai cardinali, parole su cui continuare a riflettere con molta attenzione". Lo dice l'arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, in una riflessione sulla rinuncia al Papato. "Il gesto di Benedetto XVI mi proietta al futuro - aggiunge - perche' mi appare il gesto di un grande teologo ispirato che dice cose che se avesse detto da Papa, avrebbe corso il rischio di vedersele svuotate di significato, indicato magari da alcuni come un vecchio con problemi di "demenza senile". E qui vedo la grandezza di Benedetto XVI, capace di rendersi piccolo per il bene della Chiesa, chiamata ad un rinnovamento non solo di stile ma di contenuto, per continuare ad essere "bene" nel mondo. Ogni parola del suo testo - sottolinea - va meditata, cosi' come ogni parola che dira' in questi giorni che mancano al 28 febbraio. Se Benedetto XVI avesse semplicemente voluto "gettare la spugna" lo avrebbe fatto all'istante senza aggiungere altri giorni. E' evidente che Benedetto XVI vuole comunicare qualcosa di molto importante". "Ascoltiamolo con l'attenzione che merita", continua.



