Milano, 13 feb. (Adnkronos) - Nelle prime ore di questa mattina sono state eseguite una serie di perquisizioni nei confronti di imprenditori edili coinvolti in presunte attivita' di frode fiscale e attivita' di usura. Ipotesi di reato che sarebbero aggravate dalla finalita' di agevolare un'associazione mafiosa. Ai vertici dell'organizzazione sono stati notificati sette avvisi di garanzia. Le operazioni, messe in atto dalla guardia di finanza di Cremona, si sono svolte tra la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Veneto e la Calabria. L'indagine e' coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Le perquisizioni hanno interessato, oltre alle abitazioni degli indagati e alle sedi delle societa' coinvolte, anche banche, uffici postali e sale gioco cui gli indagati ricorrevano per movimentare e monetizzare le risorse finanziarie. Perquisiti anche gli studi di tre commercialisti che detenevano la contabilita' delle aziende implicate, due dei quali anche con uffici in Calabria. L'operazione e' lo sviluppo di indagini successive all'arresto di un usuraio avvenuto l'estate scorsa a Cremona. Nel ricostruire la filiera criminale e l'origine delle somme utilizzate per i prestiti usurai, i finanzieri riferiscono di aver scoperto un network di imprese coinvolte in un vasto sistema di fatture per operazioni inesistenti. Obiettivo: creare liquidita', sottraendola al fisco, per impiegarla nella concessione di prestiti ad aziende emiliane in difficolta' finanziarie, anche allo scopo di assumerne il controllo.



