Dublino, 14 feb. - (Adnkronos) - Un'economia che utilizza le risorse naturali in modo sostenibile e che sviluppa prodotti a base biologica per favorire la crescita e l'occupazione, riducendo la dipendenza dalle risorse fossili. E' la Bioeconomia europea, lanciata in occasione della conferenza di Copenhagen del 26 marzo 2012. A un anno di distanza da Copenhagen, i principali leader politici, industriali e del mondo della ricerca tornano a incontrarsi, oggi e domani a Dublino, dove la Commissione Europea in collaborazione con la Presidenza Irlandese ospita la seconda conferenza, "Bioeconomy in the EU: achievements and directions for the future". Obiettivo, assicurare che l'agenda Ue mantenga il focus sullo sviluppo della bioeconomia valutando i progressi compiuti dagli Stati membri e a livello locale rispetto all'Action Plan approvato dalla Commissione il 13 febbraio 2012. Gli interventi e i panel sono dedicati a investimenti in ricerca e innovazione, politiche di interazione e collaborazione tra gli stakeholder e sviluppo dei mercati e della competitività nei settori della bioeconomia, anche attraverso la presentazione di best practice ed esempi concreti. Come quello italiano. "Il caso Italia dimostra come la creazione di filiere locali dedicate alla produzione di prodotti ad alto valore aggiunto può essere stimolata da opportune misure legislative con ricadute positive per l'intero sistema Paese", spiega nel suo intervento Catia Bastioli, Ad di Novamont, che ha ripercorso il modello delle bioraffinerie integrate nel territorio illustrando il caso di Matrìca, la joint venture nata dalla collaborazione tra Novamont ed Eni Versalis, destinata a diventare la più grande bioraffineria di terza generazione in Europa. Quello di Matrìca è un esempio concreto di riconversione di un sito attraverso l'integrazione tra chimica e agricoltura e grazie al forte allineamento in tutta la catena del valore tra coltivatori, università e centri di ricerca, comunità locali e industria. L'innovazione diventa volano per la crescita locale, infatti, attraverso bioraffinerie integrate nel territorio che agiscono in sinergia con le biodiversità e gli ecosistemi. "Per massimizzare le opportunità offerte dalla bioeconomia è ora essenziale che Stati Membri e Commissione Europea implementino l'action plan presentato un anno fa. Solo così potremo avere le basi per una solida crescita del comparto in Europa", aggiunge la Bastioli Tra i temi affrontati a Dublino, anche il sostegno alle 'bio industrie' e le negoziazioni per una possibile 'Public Private Partnership' finalizzata a potenziare la creazione di nuove filiere e l'aggiornamento della Politica Industriale Europea in cui il ruolo dei bio prodotti ad alto valore aggiunto e del sostegno alla domanda viene identificato tra le azioni prioritarie per permettere la crescita di una solida bioeconomia in Europa.




