Roma, 14 feb. (Adnkronos) - "Bach insegna a vivere e perche' e' l'autore piu' moderno, piu' vicino alla societa' di oggi che ne ha tanto bisogno". Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos il pianista iraniano Ramin Bahrami, considerato tra i maggiori interpreti di Johann Sebastian Bach e che, sabato prossimo (repliche lunedi' e martedi') all'Auditorium Parco della Musica di Roma per la stagione sinfonica dell'Accademia di Santa cecilia, eseguira' i concerti BWV 1052 e BWV 1056 del compositore di Lipsia. Il programma della serata, che vede sul podio dell'Orchestra dell'Accademia Andrea Battiston, prevede anche l'esecuzione della Suite orchestrale n. 3, sempre di Bach' e dei 'Quadri da un'esposizione' di Musorgskij nell'orchestrazione di Maurice Ravel. Bach protagonista del concerto, ma anche della vita di Bahrami, che con l'etichetta Decca ha pubblicato fino ad ora solo sue interpretazioni delle principali composizioni del genio tedesco. "A me -spiega il pianista- Bach ha insegnato il vero senso del dialogo. Io sono nato in una famiglia cosmopolita dove la sua musica era di casa e mi sono avvicinato a lui grazie all'ascolto di un ellepi' di Glenn Gould". Il disco ascoltato da Bahrami bambino conteneva la Sesta partita. "Un ascolto che mi ha cambiato la vita -confessa Bahrami- perche' probabilmente in quel momento era come una specie di caleidoscopio orientale. Sentendo gli arpeggi quasi arabi della Sesta partita ho ritrovato l'Oriente che c'e' anche in Bach, un musicista che puo' essere estremamente teutonico ma nello stesso tempo puo' essere cinese, arabo, norvegese. E' un compositore che si sa mimetizzare nelle varie culture. In alcuni passaggi si sente perfino il canto del muezzin". (segue)



