Roma, 15 feb. - (Adnkronos) - Frodi agroalimentari, traffici di rifiuti, merci contraffatte e traffici di specie protette che seguono rotte illegali lungo le 'autostrade del mare' e passano attraverso le mafie transnazionali: le triadi cinesi, la yakuza giapponese, la camorra e la 'ndrangheta italiane e la mafia russa. Negli ultimi 2 anni Legambiente ha censito per questi traffici 163 inchieste internazionali, piu' di un'inchiesta ogni 4 giorni, per un totale di 297 persone denunciate e arrestate, 35 aziende sequestrate per un valore complessivo finito nelle mani degli inquirenti di oltre 560 milioni di euro. Delle 163 inchieste censite, il 68% interessa merci contraffatte e specie protette, il 23% gli illeciti di rifiuti e il 9% le frodi alimentari. Secondo la Commissione europea e' via mare che si muove l'81% dei traffici: il porto italiano in cui si registra il maggior numero di inchieste e' quello di Ancona, seguito da Bari, Civitavecchia, Venezia, Napoli, Taranto, Gioia Tauro, La Spezia e Salerno.Le inchieste che hanno riguardato i porti italiani sono state 122, quelle che hanno coinvolto gli aeroporti 19, mentre altre 22 indagini sui flussi illegali riguardavano attivita' che utilizzavano, come base operativa, singoli capannoni dove occultare merci e pattume da spedire. La Cina e' il Paese maggiormente protagonista delle rotte illegali da e per l'Italia: 45 volte i suoi porti sono stati individuati come punti di partenza e di arrivo di traffici illeciti. Seguono Grecia, Albania, nord Africa, Medio Oriente e Turchia. Secondo il rapporto di Legambiente e del consorzio Polieco "Mercati illegali", a gestire questi traffici ci sono holding criminali complesse, frutto di alleanze fra diverse compagini mafiose attive su diversi fronti. La criminalita' organizzata cinese, come spiega la Direzione nazionale antimafia, e' una delle piu' attive a livello globale, con una particolare predilezione per l'Italia. Anche sul fronte dei rifiuti, le triadi cinesi rivestono un ruolo fondamentale soprattutto nel facilitare l'ingresso nel loro Paese di milioni di tonnellate di scarti da usare come materia prima, anche per la produzioine di merci contraffatte. A confermare che le rotte illegali transnazionali una volta aperte servono a far transitare qualunque tipo di merce sono le due recenti maxi inchieste internazionali contro la mafia somala, denominate 'Bakara' e 'Boarding Pass', condotte dalla Procura di Modica e dalla Dda di Catania e Firenze. In questo caso, il traffico illecito di rifiuti derivanti da autovetture rientrava in un panorama criminale piu' complesso a conferma che lungo le rotte criminali si muovono organizzazioni quasi sempre con un portfolio ampio e diversificato, dalla tratta degli esseri umani ai rifiuti.




