(Adnkronos) - "Quello che la rievocazione del 19 febbraio 1513 vuole sottolineare, e' che, trovato il suo nome in una lista di persone che dei congiurati antimedicei volevano avvicinare, Machiavelli - spiega Valdo Spini - venne fatto oggetto di un bando di cattura severissimo, effettivamente catturato, portato nelle prigioni del Bargello e sottoposto a tortura. Sia perche' non vi erano prove della sua colpevolezza, sia per l'amnistia concessa in seguito all' elezione del cardinale Giovanni dei Medici a Papa col nome di Leone X nel marzo 1513, Machiavelli fu rilasciato e rimandato a Sant'Andrea in Percussina". E' in questo contesto drammatico che avviene la stesura de "Il Principe", tentativo di Machiavelli di sottolineare le proprie doti di statista che ne avrebbero dovuto consigliare ai Medici di riprenderlo in servizio, cosa che non avvenne. "Invece scrisse un'opera che a distanza di 500 anni gli vale tutt'ora un'ampia fama a livello mondiale", conclude Valdo Spini.



