Sanremo, 16 feb. (Adnkronos) - "Questo e' il festival del 'lato B': infatti vincono tutte le canzoni 'b', ci sono Balti, Bruni, Baudo, Bocelli, mancano soltanto le 'B' piu' importanti, quelle di Silvio e di Pierluigi". E' un Piero Chiambretti in gran forma quello che, parlando con l'ADNKRONOS, ironizza sulla fortuna del Festival e fa il punto sulla 63ma edizione della kermesse, un'edizione che il brillante conduttore ha seguito tutti i giorni (l'ultima puntata stasera) in 'Comunque vada sara' Sanremo', in onda su Radio2 alle 20.30. "E' un festival nella norma -osserva Chiambretti- che mette in scena l'Italia in questo momento e questo perche' da sempre il Festival e' lo specchio della realta' circostante". La cosa piu' bella, per il conduttore, "e' l'evento in quanto tale: la televisione che diventa centrale nell'interesse popolare di una intera nazione che si ferma e che per una settimana abbandona altri argomenti, problemi anche molto gravi che la attanagliano". L'altra cosa "che mi piace di piu' e anche di meno, per certi versi, sono le solite sette note -affonda il conduttore- che sono sempre quelle: do, re mi,..pd. Perche' il Pd qui la fa da padrone". E parlando di 'B' eccellenti, promette fuochi d'artificio nella sua trasmissione radiofonica: "Noi qui in radio siamo in attesa della 'B' piu' eccellente, quella di Benedetto XVI -scherza- che adesso che ha piu' tempo libero potrebbe anche lui darci il suo punto di vista sul Santo piu' televisivo di tutti i santi, Sanremo". Sanremo, infatti, spiega il conduttore "ha battuto San Siro, perche' le partite hanno fatto pochissimi ascolti rispetto al Festival, ha battuto Santoro, perche' le trasmissioni politiche sono state trasferite altrove, e ha battuto pure San Pietro perche', nonostante anche il Papa abbia voluto abbandonare proprio nel momento del Festival per non creare controprogrammazione, il Festival e' comunque andato avanti senza guardare in faccia a nessuno."



