Cosenza, 14 ott. (Adnkronos) - I finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Cosenza hanno sequestrato beni per mezzo milione di euro nei confronti di un imprenditore di Avellino, E. M. di 64 anni, indagato per il reato di riciclaggio, in un'indagine coordinata dalla Procura di Castrovillari. Le indagini sono state avviate a seguito di una segnalazione delle Autorità della Confederazione Elvetica in materia di riciclaggio circa la presenza su un conto corrente, intestato all’indagato e acceso presso la filiale di Zurigo di una banca svizzera, della somma di 530mila euro, quasi interamente riconducibile a fondi comunitari indebitamente percepiti mediante la legge 488/92 da una società che avrebbe dovuto avviare un’attività di riproduzione di supporti video nel comune di Morano Calabro, nel cosentino. La società in passato era stata oggetto di indagini da parte della Guardia di Finanza di Castrovillari, che aveva accertato non solo la mancata realizzazione del programma di investimento agevolato, ma addirittura che la società non era stata mai operativa nel Comune di Morano Calabro e che i beni (mai acquistati di fatto) oggetto di sovvenzioni pubbliche non erano mai pervenuti alla società. Malgrado il relativo procedimento penale fosse stato archiviato per prescrizione, la Corte dei Conti, nel 2011, rilevando la sussistenza del danno erariale, aveva condannato il rappresentante legale della società, L.G. D 57 anni di Benevento, al pagamento all’Erario della somma indebitamente percepita a titolo di finanziamenti pubblici. L'indagato avrebbe utilizzato una società portoghese (come fornitrice di materiale per videoregistrazione, emittente numerose fatture per operazioni inesistenti, ma di fatto esercitante un’attività di consulenza aziendale) per trasferire i capitali in Svizzera. I finanzieri hanno infine riscontrato che la società che aveva percepito i contributi pubblici risulta inattiva.


