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Immigrati: Aibi a Kyenge, famiglie pronte ad accoglienza ma serve cabina regia

domenica 20 ottobre 2013
Immigrati: Aibi a Kyenge, famiglie pronte ad accoglienza ma serve cabina regia

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Roma, 14 ott. - (Adnkronos) - Le famiglie italiane sono pronte ad accogliere i profughi sopravvissuti al naufragio di Lampedusa, ma serve una cabina di regia che coordini le associazioni impegnate sul campo. A lanciare l'allarme è l'Aibi, l'Associazione italiana amici dei bambini, che ha scritto una lettera aperta al ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge. "Chiediamo che sia subito istituita una task force in grado di coordinare e gestire lo sforzo delle associazioni, del volontariato, della società di civile nell’emergenza attuale, coordinandosi con tutte le realtà territoriali italiane già attive". L'associazione, ha lanciato il progetto "Bambini in alto mare" ed è subito partita una vera e propria gara di solidarietà, in tutta Italia. "Le Associazioni sono scese in campo tempestivamente - ricorda una nota - la società civile sta rispondendo di slancio, con la capacità così tipica del nostro Paese di reagire con generosità e solidarietà di fronte alle grandi tragedie. E il Governo dov’è? Chi coordina le associazioni impegnate sul campo? Chi articola un piano di collegamento fra le varie forze?", si chiede l'Aibi. “L’iniziativa deve partire dal ministero dell’Integrazione e delle Politiche Sociali - sottolinea Marco Griffini, presidente di Aibi - Il problema non sono i soldi, da questo punto di vista possiamo arrangiarci da soli senza scomodare il Governo. Non è certo la generosità e la disponibilità della gente comune quella che manca. È bastato lanciare il primo annuncio del progetto e la risposta è stata subito enorme, da tutta Italia. Manca il coordinamento".