(Adnkronos) - L'insospettabile officina meccanica, gestita da Arturo Cavallaro, era impiegata anche come una sorta di 'fast food', dove, per i clienti piu' fidati, era possibile, anche a credito, acquistare e consumare sul posto lo stupefacente, in tutta tranquillita', lontano da occhi indiscreti. Tra i clienti diretti e abituali dei biscegliesi coinvolti nell'indagine si annoverano anche esponenti della malavita di altri contesti territoriali, a loro volta riforniti di consistenti quantitativi di cocaina. In particolare, le indagini hanno evidenziato un 'rapporto d'affari' con Giuseppe Dentice, personaggio di spicco della criminalita' organizzata di Putignano e sud barese, nonche' con altri elementi della malavita andriese, cerignolana e monopolitana. Oltre a questi ultimi, il gruppo approvvigionava di droga personaggi che gravitavano nella micro-criminalita' biscegliese, che, in maniera autonoma, gestivano una fiorente attivita' di vendita al dettaglio, tra cui Pietro Salerno, Pietro Dell'Olio, Domenico Ferrucci e Pantaleo Logoluso. Responsabilita' sono contestate anche a carico di due cittadini albanesi, con interessi nel milanese, ritenuti i fornitori a monte della cocaina gestita a Bisceglie. Nel corso delle indagini i carabinieri di Trani, decifrando il linguaggio convenzionalmente artificioso ('lastre', 'macchina', 'documenti', 'trapani', 'prolunghe'), usato dai malviventi proprio allo scopo di eludere le attenzioni sui loro movimenti illeciti, hanno arrestato, anche in collaborazione con altri Comandi dell'Arma, quattro persone in flagranza di reato, rinvenendo e sequestrando complessivamente oltre 3 chili di cocaina pura.


