Roma, 17 ott. (Adnkronos) - La Commissione europea ha ripreso in esame la proposta di far pagare alle compagnie aeree che attraversano il cielo dell’Unione una tassa sulle emissioni, una mossa che, secondo le compagnie, va contro gli accordi sul traffico aereo globale, faticosamente sottoscritto il mese scorso dopo due settimane di negoziati presso la International Civil Aviation Oraganization delle Nazioni Unite. La proposta della Commissione copre il periodo 2014-2020 ed in pratica ‘scongela’ quella precedente direttiva europea che imponeva alle compagnie aeree l’acquisto di certificati di emissione (ETS) a fronte dell’inquinamento prodotto durante il loro volo; la nuova proposta vedrebbe il conteggio delle emissioni ridotto rispetto alla precedente normativa in quanto riguarderebbe solo le emissioni prodotte durante la tratta infraeuropea e non su tutto il percorso del volo. Difende la posizione della Commissione il Commissario al Clima Connie Hedegaard che sostiene il diritto dell’Europa di regolamentare le emissioni degli aerei all’interno del proprio spazio aereo. “Preoccupazione e sorpresa” è stata espressa dalla IATA, l’associazione che riunisce circa 240 compagnie aeree internazionali ed intercontinentali. La questione delle emissioni è stata già in passato fonte di forti tensioni che sono arrivate alla soglia di una vera e propria guerra commerciale, con l’annuncio di diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e l’India, che avrebbero adottate contromisure commerciali se l’Europa avesse insistito nella volontà di applicare la direttiva. Una delle misure minacciate dall’India è stata quella di sospendere l’Ordine per la fornitura di Airbus prodotti dall’industria aeronautica europea.



