Roma, 6 giu. (Adnkronos) - "L'industria culturale e creativa deve tornare a ricoprire un ruolo centrale nei programmi di sviluppo e nell'agenda politica dei futuri amministratori della nostra citta'". E' l'appello che Agis, Anec Lazio, Cna Cultura e Spettacolo, l'associazione Buona Cultura e Confcommercio Roma lanciano al futuro sindaco della Capitale, alla vigilia del ballottaggio, nel corso dell'iniziativa 'La cultura per Roma, Roma per la cultura'. E chiedono provvedimenti concreti come, tra gli altri, la sottoscrizione di convenzioni con i diversi comparti produttivi del settore; la riduzione dei costi a carico delle imprese culturali; la riduzione delle tariffe per le affissioni pubbliche; la riduzione della base imponibile e/o dell'aliquota Imu per i cinema, i teatri e gli immobili adibiti all'esercizio di attivita' spettacolistiche e culturali in genere. Creando anche tra le associazioni di categoria e i diversi assessorati coinvolti direttamente o trasversalmente nel settore, quali Cultura, Attivita' Produttive, Politiche Sociali, Giovani, Famiglia, Urbanistica, Lavoro e Formazione, Turismo, Patrimonio e Demanio, per un' azione politica organica e costruttiva. "Per troppo tempo -dice il presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli- la cultura e tutti i servizi ad essa correlati in Italia non sono stati sufficientemente considerati come elementi strategici determinanti per il progresso economico e sociale, cosa che al contrario avviene da tempo in altri Paesi europei molto piu' lungimiranti di noi. Le imprese che operano nella cultura, oltre a garantire quotidianamente un presidio socio-culturale di qualita' per tutti i cittadini, rappresentano un elemento centrale dal punto di vista economico ed occupazionale. Solo considerando il comparto dello spettacolo dal vivo, la Capitale rappresenta oltre il 14% di quelle presenti sull'intero territorio nazionale e impegna quasi il 18% degli occupati nel settore in Italia. A fronte di questo, pero', negli ultimi anni si e' assistito ad un calo sensibile della fruizione culturale che andrebbe compensato da una reale politica di supporto e promozione, che consenta alle imprese di fare i necessari investimenti, soprattutto in termini di innovazione, tecnologia e formazione". "Oggi piu' che mai -dichiara il presidente di Cna Cultura e Spettacolo, Giuseppe Viggiano- la politica delle nostre associazioni e' quella della proposta e non della protesta. Riteniamo, infatti, che una buona concertazione con l'amministrazione di Roma Capitale possa migliorare il rapporto con gli operatori dello spettacolo e possa far superare parte delle difficolta' economiche nelle quali versa il nostro settore. La semplice revisione di alcune tariffe e imposte, coniugata con una semplificazione degli iter burocratici porterebbero importanti benefici alle nostre aziende e di conseguenza, ai lavoratori dello spettacolo cosi' come ai cittadini romani che continueranno a vedere attivi tutti i luoghi di spettacolo della nostra citta'". (segue)



