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Minori: padre separato disobbedisce al giudice per amore figlia, assolto

domenica 25 novembre 2012
Minori: padre separato disobbedisce al giudice per amore figlia, assolto

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Firenze, 20 nov. - (Adnkronos) - Condannato dopo la separazione a vedere la figlia per non piu' di tre ore infrasettimanali e successivamente processato per aver piu' volte ritardato a riportarla alla madre, un 38enne professionista fiorentino e' stato assolto in primo grado dal tribunale di Firenze perche' il fatto non costituisce reato. Ne danno notizia oggi Fabio Barzagli, presidente del network internazionale "paternita.info", e Marino Maglietta, presidente dell'associazione Crescere Insieme, cui si deve il disegno di legge 54/2006 sull'affido condiviso. "Sentenza rivoluzionaria", esulta Maglietta. "Vittoria della ragionevolezza", aggiunge l'avvocato Elisabetta Bavasso, difensore dell'imputato. "Un ottimo provvedimento pilota", commenta Giancarlo Ragone, in Italia il primo consigliere comunale (comune di Bari) incaricato di promuovere la bigenitorialita'. La vicenda inizia nel 2003, quando la bambina, allora di 18 mesi, e' affidata dal tribunale alla madre per sei notti alla settimana e al padre, allora trentenne, solo il mercoledi' pomeriggio, dopo la scuola e fino alla mattina seguente. Nel gennaio 2009, pero', il giudice toglie al padre anche questo diritto: deve assolutamente riportare la figlia alla madre entro le ore 20. Dopo sei anni ininterrotti di quell'unica abitudine e' un strazio tale che l'uomo, per 8 mercoledi' consecutivi, si tiene la bambina, con la madre che denuncia il fatto e ogni volta gli manda a casa i carabinieri. Per quanto il giudice istruttore Domenico Paparo ripristini i pernottamenti del mercoledi', la giustizia fa il suo corso e si va a processo. Il rischio: fino a tre anni di carcere. Infine la sentenza. E' stato lo stesso pm Raffaella Laudato a chiedere l'assoluzione, richiesta accolta dal giudice Maria Teresa Scinicariello della prima sezione penale. (segue)