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Giornalismo: Marra, proteggere chi racconta verita' dagli inferni del mondo

domenica 20 maggio 2012
Giornalismo: Marra, proteggere chi racconta verita' dagli inferni del mondo

2' di lettura

Roma, 14 mag. (Adnkronos) - "In tutto il mondo la nostra professione soffre di un ritardo legislativo inammissibile. Non solo non esiste una rete di protezione, ma nemmeno un codice che tuteli i migliori e allontani i peggiori. Come operatori dell'informazione e della comunicazione, ci dovremmo dare un nuovo codice deontologico mondiale che tuteli chi fa onore al nostro lavoro e sanzioni chi lo umilia e fa del giornalismo un megafono di sussurri e grida funzionali a questo o quel potere e non una missione al servizio della verita' senza aggettivi". Lo dice Giuseppe Marra, editore e direttore del gruppo Adnkronos, in un'intervista alla Xinhua pubblicata integralmente sul sito www.adnkronos.com, in merito all'iniziativa del Newseum di Washington che da oggi rendera' per sempre onore alla memoria di Syed Saleem Shahzad, corrispondente di Aki-AdnKronos International, ucciso a maggio 2011 nella regione del Punjub. Sul muro del 'Journalists Memorial' ci sara' infatti, il nome di Saleem tra i cronisti e gli inviati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro raccontando gli inferni della guerra, della lotta al terrorismo o rivelando verita' scoonde in ogni parte del mondo. Dall'agenzia di stampa cinese alla Dpa, dal 'Washington Post' ad altri media internazionali, sono tante le richieste di commenti e interviste giunte in queste ore al presidente del Gruppo Adnkronos. L'esempio di Saleem, giornalista che raccontava al-Qaeda e i Talebani, sottolinea Marra, e' quello di "un giornalista-eroe. Attraverso le sue corrispondenze e i suoi dispacci, sempre precisi e tempestivi, ti sentivi nei teatri di guerra che lui attraversava. Nelle sue telefonate era sempre sereno come se fosse nei posti piu' sicuri del mondo. Non lo potremmo mai dimenticare e la sua foto avra' un posto d'onore nella nostra redazione. E' stato il migliore di tutti noi". "E oggi -rimarca Marra- insieme a tante altre personalita' della cultura e del giornalismo ne andremo a celebrare la memoria al Newseum di Washington. Questa volta saremo noi a raccontare le sue imprese. E ricordandolo potremmo spiegare ai colleghi piu' giovani come e' vissuto un grande giornalista". Poi, a chi gli chiede quale immagine gli viene in mente quando pensa a Saleem, Marra replica: "Il suo sorriso nel nostro ultimo incontro quando, stringendogli la mano, lo pregai di salutarmi la moglie Anita e i suoi figli".