(Adnkronos) - L'elemento caratterizzante lo svolgimento delle attivita' e' stata la presenza dei tutor individuali-case manager la quale ha garantito una completa presa in carico dei destinatari. La costante sinergia dell'e'quipe multidisciplinare, il coordinamento e il monitoraggio continuo delle attivita', hanno assicurato il raccordo funzionale tra le diverse azioni progettuali. Infine, la supervisione clinica degli operatori ha contribuito a mitigare il rischio di bourn-out e a mantenere un alto livello di professionalita'. "A poco piu' di un mese dalla conclusione delle attivita' progettuali - ha dichiarato Alessandro Agostinelli, coordinatore del progetto - e' possibile affermare che la valutazione complessiva e' positiva. Gli obiettivi pianificati sono stati perseguiti e i risultati conseguiti sono aderenti a quelli previsti. L'iniziativa conferma la necessita' di sostenere progetti specialistici siffatti su un arco temporale pluriennale dal momento che i tempi di recupero psico-fisico e quindi di inserimento sociale, lavorativo ed economico di soggetti vulnerabili non sempre coincidono con tempi progettuali ristretti". "Le Quyen - ha dichiarato il direttore Caritas Enrico Feroci, ricordando Le Quyen Ngo Dinh, la responsabile dell'Area Immigrati della Caritas e coordinatrice del progetto Spes - forte della propria esperienza maturata in tanti anni di lavoro al fianco e a favore sia degli immigrati sia dei rifugiati, ha da subito voluto che questo centro ospitasse sia uomini che donne e, pur garantendo la dovuta riservatezza a ciascuno, che si creassero momenti di incontro e condivisione tra gli ospiti di entrambi i sessi, in cio' confortata anche dai supervisori clinici. La qualita' del lavoro svolto e i risultati raggiunti sono certamente dovuti all'attenzione alla persona in tutto il suo essere, alle sue esigenze ed aspettative con cui ogni operatore Caritas e' abituato a lavorare ed alla sinergia di intenti ed obiettivi dei vari enti che hanno partecipato al progetto".


