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Brindisi: la sociologa della mafia, e' strategia della tensione

domenica 20 maggio 2012
Brindisi: la sociologa della mafia, e' strategia della tensione

2' di lettura

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - L'attentato a Brindisi "mi fa pensare alla strategia della tensione. Quando questo Paese sta per imboccare un via di cambiamento accade sempre qualcosa, ce lo insegna non solo la storia della mafia ma la storia dell'Italia, basta pensare a Piazza Fontana". Lo afferma, all'Adnkronos, la sociologa e ricercatrice esperta di mafia Giovanna Montanaro, autrice fra l'altro di 'Dalla Mafia allo Stato. I pentiti: analisi e storie', dopo aver premesso che "non avendo ruoli istituzionali, non sono tenuta alla prudenza, se non quella dettata dall'intelligenza". Montanaro mette in fila quelli che chiama "una serie di simboli", ovvero "il prossimo anniversario della strage di Capaci, il fatto che la scuola sia intitolata a Morvillo e Falcone e che i suoi ragazzi abbiano vinto un premio per un percorso sulla legalita', che la Carovana antimafia di Don Ciotti fosse in arrivo in citta'" e, ancora, il recente attentato contro l'auto del presidente dell'associazione antiracket di Mesagne, gli arresti di esponenti della criminalita' organizzata in quel paese, sottolineando che proprio a Mesagne, vicina alla scuola dove e' avvenuto l'attentato, "era nato Giuseppe Rogoli, uno dei fondatori della Sacra Corona Unita". Difficile, insomma, pensare ad una estraneita' della Sacra Corona Unita (Scu), "non credo proprio si possa ipotizzare una matrice puramnete terroristica", dice Montanaro, ma difficile anche parlare 'semplicemente' di attentato mafioso: "A livello locale c'e' stata una forte, recente ripresa dell'attivita' criminale, legata anche all'uscita dal carcere di alcuni capi storici della Scu che, non dimentichiamolo, e' una vera e propria organizzazione mafiosa, e piu' segnali mostrano il radicamento, il consenso di cui gode la Scu. Perche' correre tutti i rischi connessi ad un'azione cosi' scellerata e clamorosa? Penso che ad essere coinvolta non sia solo la mafia locale", aggiunge la sociologa che ripete e scandisce "non solo". "Ci sono nuovi fermenti, i risultati delle amministrative, un'atmosfera di cambiamento, soprattutto da parte dei giovani. E' come se si volesse dire 'state fermi'. Leggo una firma di mafia non solo locale e forse con altri ingredienti. Non sarebbe la prima volta nella nostra storia", conclude Montanaro.