(Adnkronos) - Secondo gli avvocati Archidiacono e Petrucci "sarebbe stato auspicabile che il tribunale esponesse elementi chiari e concreti. Per quanto riguarda l'affermato pericolo di inquinamneto probatorio. Il tribunale, infatti, non si e' posto minimamente alcun doveroso quesito quale ad esempio: quali testimoni egli potrebbe indurre a rendere dichiarazioni a lui compiacenti? Quali documenti di pertinenza della margherita egli potrebbe manipolare e come potrebbe farlo, visto che non ha mai avuto nella sua disponibilita' alcuna documentazione contabile?". "Il tribunale ha addirittura affermato l' attualita' del pericolo di fuga - aggiungono - nonostante il senatore abbia da tempo depositato in procura il suo unico passaporto, circostanza questa documentalmente dimostrata nel procedimento di riesame e della quale non ve ne e' menzione alcuna nella motivazione dell'ordinanza. tale pericolo all'evidenza risulta escluso a meno che non si volglia seriamente ipotizzare che il senatore lusi possa riparare all'estero clandestinamente e con mezzi di fortuna "Il tribunale non ha peraltro tenuto in alcuna considerazione il parere dei pubblici ministeri i quali, gia' dal 2/08/2012, avevano evidenziato l'intervenuta attenuazione delle esigenze cautelari, formulando un parere favorevole per la sostituzione della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari seppur sottoposta a prescrizioni - proseguono i difensori di Lusi - Da sottolineare infine come il tribunale non abbia in alcun modo assolto all'indicazione contenuta nella sentenza di annullamento della cassazione, non risolvendo la contraddittorieta' decisionale, riguardante la diversa valutazione, sulla tutelabilita' delle esigenze cautelari connesse ad alcuni cooindagati, per i quali, gia' dal 24/05/2012, era stata sostituita la misura degli arresti domiciliari con quella degli obblighi, rispetto alla scelta di mantenere la custodia cautelare in carcere nei confronti del sen. Lusi".




