Roma, 21 mag. (Adnkronos) - Attivita' di spaccio e movimento di denaro. Sono due degli aspetti emersi nel corso di un'indagine della polizia che sta cercando di ricostruire i modi di approvvigionamento e verificando alcune transazioni bancarie di ingenti somme di denaro effettuate presso una banca tunisina. Le indagini della polizia di Roma hanno avuto inizio nel corso di alcuni servizi antidroga, effettuati nelle ultime settimane nell'ambito del piano di controllo per la prevenzione del fenomeno delle illegalita' connesse alla movida, e hanno portato all'arresto di due persone, madre e figlio. E' stata infatti l'attenta osservazione, durata diversi giorni, degli spostamenti di alcune persone, noti consumatori di stupefacenti e frequentatori della aree del divertimento notturno, a "guidare" gli investigatori del commissariato di Trevi, diretti da Lorenzo Suraci, ad un appartamento nel quartiere Colombo. Hanno scelto con cura, di volta in volta, il posto piu' idoneo per "osservare" a distanza quello strano via vai con il quale alcune persone entravano all'interno di un appartamento posto al piano rialzato, per poi uscirne qualche minuto dopo. L'abitazione sul Lungotevere Dante, era pero' soltanto il luogo stabilito per la consegna e l'immagazzinamento della sostanza stupefacente. Un primo contatto per stabilire prezzo, quantita' e tipo di sostanza, da quanto ricostruito dai poliziotti, avveniva pero' telefonicamente. Sono stati infatti numerosi i telefoni cellulari sequestrati all'interno dell'appartamento dei due pusher dove sistematicamente giungevano richieste da parte dei clienti. (segue)


