Roma, 25 mag. (Adnkronos) - La Cassazione opera un giro di vite nei confronti degli organizzatori dei viaggi della speranza in container. E, con una sentenza della Quarta sezione penale, spiega che risponde di omicidio colposo chi organizza i viaggi della disperazione finiti male. Poco importa il preventivo "consenso" del clandestino. In questo modo, la Quarta sezione penale ha convalidato una condanna a due anni di reclusione per omicidio colposo nei confronti di Daniel B., un rumeno 36enne che al porto di Livorno organizzava, dietro compenso, viaggi nei container per clandestini. Secondo la Suprema Corte, "correttamente e' stata esclusa ogni valenza al consenso delle vittime a quelle peculiari e pericolose modalita' di emigrazione, cioe' al loro confinamento nei container, e quindi ad affrontare il pericolo, in modo da sfuggire al controllo". I fatti analizzati da piazza Cavour si riferiscono al 13 dicembre 2001 quando nel porto di Montreal, in Canada, furono trovati due cadaveri, in avanzato stato di decomposizione, all'interno di un container traportato da una nave proveniente da Livorno da dove era partita tredici giorni prima. (segue)


