Palermo, 24 apr. - (Adnkronos) - Destinare forfettariamente, come prevede la norma, appena il 3% di un appalto alle misure di sicurezza nei cantieri, siano essi di grandi come di piccole opere, e' un investimento che puo' rivelarsi tragicamente insufficiente. Lo rileva l'Ance Sicilia che, pur avendo registrato nell'Isola un calo di quasi il 6% nel 2011 degli infortuni e una flessione del 30% delle inadempienze osservate nelle misure di sicurezza dei cantieri ispezionati dal proprio sistema bilaterale, sollecita una modifica dei meccanismi di prevenzione, dato che, pur avendo finora applicato le severe norme in vigore e messo in campo i previsti meccanismi di controllo, risultano necessarie misure ancora piu' efficaci per ridurre l'incidenza degli infortuni sul lavoro. L'Ance Sicilia ha anche sostenuto alla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro e sulle "morti bianche", presieduta dal senatore Oreste Tofani, presente la senatrice Angela Maraventano, la necessita' di adeguare la percentuale di investimenti in sicurezza alla reale portata dell'appalto e alle difficolta' ed ai rischi ad esso connessi tramite una vera e propria "progettazione della sicurezza". L'Ance Sicilia, ricevendo dal senatore Tofani apprezzamento per la validita' preventiva del sistema bilaterale dei Comitati paritetici territoriali che fanno capo al sistema Ance con Cgil, Cisl e Uil - modello di cui Tofani ha detto di volere tenere conto nella formulazione del progetto di riforma legislativa - ha poi sollecitato l'immediata applicazione di quella norma, rimasta sulla carta, che impone di destinare una parte dei ribassi d'asta a convenzioni con i Cpt per svolgere ulteriori azioni informative e preventive nei cantieri. Norma che, sempre sulla carta, prevede in caso di inadempienza la nomina di un commissario ad acta.(segue)


