Milano, 25 apr. - (Adnkronos Salute) - "Qualche tempo fa l'oncologo Umberto Veronesi parlava della possibilita' di sconfiggere il cancro al seno, di 'obiettivo mortalita' zero'. Siamo piu' vicini di quanto si pensi a questo traguardo. I progressi degli ultimi 15 anni sono stati enormi. E i 5 progetti di ricerca che General Electric premiera' con 100 mila dollari l'uno vanno in questa direzione, daranno un contributo" al sogno. Sandro De Poli, Presidente e Ceo di GE Italia, presenta cosi' i 5 vincitori dell'Healthymagination challenge, il progetto lanciato dalla multinazionale con quartier generale in Usa per promuovere l'innovazione scientifica, con un focus particolare sulle diagnosi per il tumore che colpisce il simbolo stesso della femminilita', il seno, e in Italia registra oltre 40 mila nuovi casi l'anno. Nessun centro di ricerche italiano fra i 5 vincenti, tutti istituti d'Oltreoceano, ma dal Belpaese in 20 hanno risposto alla sfida globale lanciata dal Presidente e Ceo di General Electric Jeff Immelt nel settembre 2011, presentando una proposta. Una sfida ambiziosa per gli scienziati: i progetti di ricerca dovevano essere centrati sull'individuazione di nuovi percorsi nel trattamento di tumori associati a un tipo particolare di cancro, detto 'triplo negativo', che risponde meno ai trattamenti standard ed e' generalmente piu' aggressivo, oppure sulle analogie molecolari fra il cancro al seno e altri tumori solidi, con il fine di migliorare la diagnosi precoce. In 9 settimane, ricercatori oncologici e specialisti provenienti da 40 Stati hanno inviato circa 500 progetti. Fra i 5 che riceveranno il finanziamento di 100 mila dollari c'e' un portale a libero accesso (www.mycancergenome.org), un 'punto di ritrovo' virtuale dove medici, pazienti, ricercatori e operatori del settore possono condividere informazioni sulle mutazioni genetiche di alcune forme di tumore. Qui si scambiano dati, ma si incrociano anche le terapie messe in campo dagli esperti per rispondere alle singole variazioni genetiche. Il progetto e' frutto della visione di un team di ricercatori del Vanderbilt-Ingram Cancer Center del Tennessee. (segue)


