(Adnkronos) - "Da qui - prosegue Simula - siamo partiti con la sperimentazione di queste fave su un gruppo ristretto di donne, selezionate per la presenza di una carenza enzimatica parziale, reclutate su base volontaria ad Alghero". Dall'indagine erano rimasti fuori in una prima fase i maschi G6pd carenti (emizigoti) che sono stati oggetto di un secondo studio. Questo studio conclusivo e' stato condotto nel marzo 2011 e ha dato risultati sovrapponibili a quello eseguito sulle donne con carenza parziale. "Durante l'osservazione - spiega ancora il primario del Laboratorio analisi di Alghero -volontari abbiamo somministrato 500 grammi di fave fresche ogni 70 chili di peso corporeo, una quantita' superiore dieci volte un normale pasto. Con cadenza oraria abbiamo monitorato i valori dei globuli rossi nel sangue. A distanza di 10 ore e poi di 24 e 48 ore dall'ingestione non si e' avuto ne' alcun danno biochimico ai globuli rossi ne' alcun segno di emolisi". I dati della sperimentazione sono stati presentati durante due simposi, prima nell'ottobre del 2010 al congresso della Societa' italiana medicina di laboratorio (Simel) svolto a Verona (il lavoro e' stato premiato per l'originalita' del contributo scientifico alla conoscenza di problematiche attinenti alla Medicina di laboratorio), poi di recente a Parma nel novembre 2011, al congresso nazionale congiunto della Societa' italiana medicina di laboratorio (Simel) e della Societa' italiana di biochimica e biologia molecolare clinica (Sibioc). (segue)


