Roma, 14 nov. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Non ho nessuna intenzione di mandare in pensione Rambo": la promessa di Sylvester Stallone non lascia dubbi. Lo spirito da guerriero sfoderato in 'Bullet to the Head' di Walter Hill, in anteprima mondiale al Festival Internazionale del Film di Roma, va ben oltre il grande schermo, anche se fa capolino solo di rado. Una volta sola, per essere precisi, durante l'incontro con i giornalisti: un bodyguard si e' frapposto tra Sly e la platea subito dopo l'incontro per impedire 'assalti' da parte dei fan, ma si e' visto spostare di peso con una mano sulla spalla. Nessuna parola, neppure un cenno prima che Stallone si dedicasse agli autografi di rito. Dopo aver ricevuto in Campidoglio la Lupa Capitolina dal sindaco Gianni Alemanno, l'interprete di Rocky ha lanciato un appello per salvare Cinecitta', che definisce "uno di quei posti iconici e molto rari da trovare, come un tempio o un museo: mi auguro che il Governo decida di farlo sopravvivere per renderlo ancora piu' splendente di prima". Nel frattempo ha incontrato i giovani della periferia romana di Tor Bella Monaca: "Questi ragazzi mi ricordano i luoghi dove sono cresciuto -ha detto- e mi fanno fare un salto indietro nel tempo fino alla mia infanzia. Ho detto loro di non temere il fallimento, perche' sono le sconfitte a spianare la strada alla perseveranza e poi al successo". (segue)


