Roma, 16 nov. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Il viaggio parte dalla mia adolescenza, da una questione emotiva legata a quel periodo. Viaggio e musica, momenti formativi a livello esistenziale: volevo sentire qualcosa di mio". Cosi' il regista Francesco Amato presenta 'Cosimo e Nicole', in Concorso alle Prospettive Italia del festival di Roma. Cosimo (Riccardo Scamarcio) e' italiano, Nicole (Clara Ponsot) francese, si trovano a Genova, al G8 2001: uno sguardo per innamorarsi, una ferita alla testa (Nicole) di cui prendersi cura. Non si lasciano piu', lavorano per un amico (Paolo Sassanelli) che organizza concerti, ma un ragazzo immigrato clandestinamente dalla Guinea, Alioune (Souleymane Sow), cade dall'impalcatura che sta allestendo con Cosimo… Prodotto da Cattleya e Rai Cinema, scritto dal regista con Giuliano Miniati e Daniela Gambaro, per Scamarcio e' "interessante che il G8 gia' raccontato altre volte, e molto bene da Diaz di Vicari, qui sia trattato in maniera insolita: la storia d'amore nasce li', per dire che quell'evento ha prodotto anche qualcosa di buono, ovvero l'innamoramento. E' la storia di due esseri umani, non c'e' teoria, non c'e' il contesto sociale e storico, ma due persone che reagiscono agli avvenimenti: il taglio e' antropologico e non sociologico, ed e' la storia di una passione". Aggiunge Amato: "Ho cercato di rispettare il respiro naturale della relazione, con un percorso di analisi che Cosimo e Nicole ci raccontano in prima persona", mentre gli sceneggiatori Miniati e Gambaro rivelano di "essere partiti dalle interviste a giovani che si sono innamorati durante Genova 2001: Cosimo e Nicole nascono li', da questa ricerca". (segue)




