Cosenza, 18 set. (Adnkronos) - "Nei confronti di coloro per i quali verranno accertate responsabilita' penali, l'ateneo agira' con la massima severita' che la legge consente alla nostra istituzione sia nei confronti dei dipendenti responsabili di reati sia nei confronti degli studenti ed ex studenti". Il rettore dell'Universita' della Calabria Giovanni Latorre e' tornato a parlare dell'inchiesta "110 e lode" che vede 75 indagati alla facolta' di Lettere e filosofia per falsi esami. "L'ateneo - prosegue Latorre - fa del rispetto della legalita' la ragione fondamentale dell'esistenza. Prima ancora degli insegnamenti, delle varie professioni, della tecnologia e della scienza noi teniamo all'educazione alla legalita' perche' in questa regione c'e' un deficit di legalita' e il compito di un'istituzione educativa e' innanzitutto testimoniare nella vita di tutti i giorni l'importanza del rispetto delle norme e della legge". Il secondo messaggio che il rettore dell'Unical lancia all'opinione pubblica e' che "l'ateneo e' un bene prezioso di questa regione ed e' sano". Latorre snocciola i dati: 35mila studenti, decine di migliaia di esami all'anno, oltre 5mila laureati in un anno e 1600 dipendenti. La registrazione tramite la forzatura del sistema informatico degli esami contestati, che potrebbe portare al ritiro delle lauree gia' conseguite, e' avvenuta in un periodo ben definito di passaggio dalla procedura cartacea a quella digitale. "Il nostro sistema informatico oggi e' molto piu' sicuro", ha dichiarato il rettore Latorre. L'ateneo ha gia' nominato un legale che tutelera' l'immagine dell'universita' con la costituzione di parte civile nell'eventuale processo che seguira' il rinvio a giudizio. "Chiederemo anche noi - ha concluso Latorre - che giustizia sia fatta per tutelare l'istituzione e le decine di migliaia di studenti iscritti e gia' laureati in questa universita' che e' seria".



