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Palermo, meglio la mafia dei rom come vicina di casa

Il Comune fa marcia indietro e annulla l'assegnazione dell'attico alla famiglia romena
di Michela Ravalicodomenica 23 maggio 2010
Palermo, meglio la mafia dei rom come vicina di casa

1' di lettura

Niente da fare. L'attico di 180 metri quadri confiscato alla mafia e messo "all'asta" dal Comune di Palermo non sarà assegnato alla famiglia di rom che ne aveva diritto. L'amministrazione comunale ci ha ripensato e ha deciso di andare incontro alle proteste dei vicini, che per scongiurare l'arrivo della famiglia rom avevano persino organizzato un sit-in. Il problema, per gli inquilini palermitani dello stabile - che per anni avevano avuto come vicini di casa membri della mafia - non era tanto l'etnia della famiglia. Quanto il fatto che si tratti di un nucleo familiare assai numeroso: due genitori e otto figli. Insomma, il Comune di Palermo ci ha ripensato. Grande soddisfazione dai condomini che nelle scorse settimane avevano organizzato un sit-in di protesta davanti allo stabile. "La nostra protesta - sottolineano - non era mirata contro il popolo Rom, verso il quale, da parte nostra, resta sempre un sentimento di totale apertura, a patto che vengano rispettate le leggi sancite dall’ordinamento italiano; quanto, piuttosto, a una riconsiderazione dei criteri d'assegnazione per un bene confiscato alla mafia". "Apprezzo il fatto che il Comune - dice il consigliere provinciale del Pdl Antonio Rini - abbia compreso le ragioni della protesta nostra e dei residenti. Penso che questa nuova assegnazione sia, per motivi strutturali dell’appartamento, più congeniale a un uso che possa riguardare l'intera comunità". L'appartamento di via Bonanno, ora, sarà destinato a luogo istituzionale e di rappresentanza.