Il 2026 non è soltanto l'anno della riforma sulla giustizia portata avanti dal governo Meloni. Ma è anche l'anno in cui è stata presentata - e portata sul piccolo schermo - anche la serie televisiva su Enzo Tortora, forse il caso più emblematico di malagiustizia nel nostro Paese. A interpretare il protagonista c'è Fabrizio Gifuni, già noto al grande pubblico per aver vestito i panni di Aldo Moro nella celebre serie "Esterno Notte". Ebbene, l'attore - interpellato dal Fatto Quotidiano - ci ha tenuto a far sapere che lui al referendum voterà "No". Un assoluto paradosso.
Gifuni si è assunto il pesantissimo fardello di rappresentare la storia di un uomo distrutto dagli errori della magistratura. Ma è chiaro che stiamo parlando di due persone diverse. Lui però ha cercato, in un certo senso, di spostare l'attenzione solo sulle responsabilità dei media rispetto a quelle delle toghe: "Portobello racconta uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani… Quella di Tortora è una delle pagine più nere di stampa e media…”.
Enzo Tortora, perché non è stato "solo un errore" delle toghe
Il caso Tortora, lo ribadisco ancora una volta (e sono trascorsi ormai più di quarant’anni da quando Enzo s...La pensano diversamente i famigliari di Enzo Tortora, che non hanno mai puntato il dito solo ed esclusivamente sui media. Un esempio? Gaia Tortora che, in un'intervista rilasciata alla Verità, ha esposto le sue idee sulla giustizia: "Non perdono i giudici di mio padre. C’era del dolo, non fu un errore". Secondo lei, "Portobello" - la serie HBO sul padre - "è un lavoro molto coraggioso, che finalmente restituisce dignità e verità alla storia di mio padre".




