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Report, qui crolla tutto: voci dalla Procura su una nuova inchiesta

di Andrea Muzzolonsabato 10 gennaio 2026
 Sigfrido Ranucci

 Sigfrido Ranucci

3' di lettura

«Bellavia è oggetto di un attacco infame che nasce con l’unico fine di colpire Report e la magistratura». È questa la tesi di Sigfrido Ranucci, conduttore del programma d’inchiesta su Rai 3, sulle indagini scaturite dalla denuncia per il milione di file sottratti al commercialista Gian Gaetano Bellavia, noto consulente di pm e giudici, nonché collaboratore della trasmissione Report. Nessun nuovo caso dossieraggio quindi. Al contrario, il giornalista - intervenuto a Il Cavallo e la Torre - ha preferito puntare il dito contro Libero, Il Giornale e Il Tempo, accusati di cavalcare il caso Bellavia e sfruttarlo come «apertura della campagna referendaria per il Sì» alla riforma della Giustizia. Insomma, la colpa è di chi dà le notizie.

Mentre l’inchiesta procede, continua a destare molti dubbi il “papello” ritrovato tra gli atti dell’inchiesta del caso Bellavia-Varisco, nato dalla denuncia del commercialista contro l’ex collaboratrice per la copiatura di file «ad altissima sensibilità». Per questo, la Procura di Milano starebbe valutando di aprire un fascicolo parallelo per indagare sul documento di 36 pagine contenente un elenco di 104 nominativi di imprenditori e politici.

Ranucci ha voluto sottolineare come, per ora, «non c’è nessun tipo di denuncia per dossieraggio». Ma l’attenzione del Parlamento rimane altissima. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha presentato un’ulteriore interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio e una in commissione di Vigilanza Rai. L’azzurro ha chiesto al Guardasigilli di valutare se sia il caso di attivare «urgenti poteri ispettivi nei confronti dei magistrati coinvolti, al fine di verificare la reale portata del presunto dossieraggio, i motivi e i fini per i quali il commercialista conservasse i dati giudiziari sensibili». Al contempo, Gasparri ha chiesto alla commissione di sapere «come valutino i vertici Rai i gravi elementi emersi riguardo alla vicenda nella quale è coinvolto il dottor Bellavia e, in particolare, la posizione del conduttore di Report».

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Un’iniziativa che al giornalista proprio non è andata giù, tanto che, durante l’intervista da Marco Damilano, ha attaccato frontalmente il forzista: «La notizia è stata ripresa da Gasparri, ministro delle Telecomunicazioni nel 2001 quando c’è stato il vero fenomeno di dossieraggio da parte di Telecom, senza che lui si accorgesse di nulla». Sulla richiesta del senatore alla commissione, Ranucci è tranquillo: «I vertici Rai possono pensare solo bene di Reportperché fa ottimi ascolti e, pur trattando temi ruvidi, non è mai stata condannata per diffamazione. Risponderemo come al solito alla 250esima interrogazione di Gasparri». La difesa del giornalista di Report nei confronti di Bellavia è totale: «Gian Gaetano è un professionista encomiabile che ci ha aiutato a leggere carte che provengono da fonti aperte, cioè database. Accusarlo di dossieraggio è come accusare la Camere di Commercio perché ha visure camerali, catastali e bilanci». 

Con gli occhi della Procura puntati sul misterioso file di 36 pagine - che non riporta timbri di deposito né indicazioni sull’autore - il commercialista ha voluto dare la sua versione. Tramite una nota diffusa dal suo legale, ha spiegato che nel papello sarebbero contenute comunicazioni private «via mail» tra lui e il suo ex avvocato, in cui «elencava i nomi di personaggi noti della politica e dell’economia risultanti dai file copiati» ed «evidentemente di possibile interesse di agenzie investigative, con le quali» la Varisco «aveva cominciato a collaborare».

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