Clamoroso, soprattutto il tempismo: Cesare Parodi, si è dimesso dalla carica di presidente dell'Associazione nazionale magistrati. A quanto si apprende e secondo quanto rilanciato dall'Ansa, il passo indietro è dovuto a "motivi familiari". Come detto, il tempismo è clamoroso: la notizia delle dimissioni è piovuta pochissimi minuti dopo la chiusura delle urne, quando iniziavano ad essere diffusi i primi istant-poll sul referendum giustizia.
Parodi si è incessantemente speso nella campagna referendaria a favore del "No", dunque per bocciare la riforma del governo che prevede, tra le altre, separazione delle carriere e un doppio Csm da determinare con sorteggio. Il fatto che il passo indietro sia arrivato proprio in questo momento, non solo simbolico ma per certi versi decisivo da un punto di vista politico, fa supporre che Parodi abbia voluto condurre in prima persona e da presidente dell'Anm la campagna per il "No".
Referendum, FdI inchioda Cesare Parodi: "Silenzio imbarazzante in televisione"
"Quindi mi scusi Parodi se non ho capito bene, non hanno tutti i torti i Gratteri e i Di Matteo quando dicono che i...Tanto che, stando a quanto scrive il Corriere della Sera nella sua edizione online,la decisione di dimettersi sarebbe stata presa prima dell'esito del referendum e sarebbe stata annunciata qualunque fosse stato il risultato. Alle motivazioni personali, si aggiungerebbero quelle professionali: dallo scorso novembre Parodi è procuratore di Alessandria, un impegno che implica un grosso aggravio in termini di lavoro.
Soltanto poche ore fa, nella giornata di ieri, domenica 22 marzo, l'ultimo post sui social di Parodi. Scriveva per smentire una fake che si era diffusa in diverse chat: "Una comunicazione importante. Qualche anima bella sta facendo girare degli exit poll che danno il sì al 60/100. Si tratta di un referendum precedente che non c'entra nulla con quello odierno!! Il fatto in sé si commenta da solo ma occorre fare circolare la notizia. Buona serata", concludeva Parodi.




