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Ha ucciso due poliziotti, oggi si diverte a fare le telecronache di calcetto

di Massimo Sanvitodomenica 24 maggio 2026
Ha ucciso due poliziotti, oggi si diverte a fare le telecronache di calcetto

2' di lettura

«Gooooool». L’inflessione sudamericana ricorda in tutto e per tutto quella dei commentatori della Copa Libertadores. Il telecronista in questione, però, non è un professionista. Si chiama Alejandro Augusto Stephan Meran, è dominicano, ha 36 anni e sulle spalle ha un duplice omicidio.

Era il 4 ottobre del 2019 quando uccise a colpi di pistola due poliziotti (il 31enne Matteo Demenego e il 34enne Pierluigi Rotta), all’interno della Questura di Trieste, dopo aver rubato l’arma d’ordinanza al secondo. Era stato arrestato per il furto di uno scooter e si era vendicato sparando all’impazzata (gli furono contestati anche sei tentati omicidi) ma i giudici, nel 2022, in primo grado avevano stabilito la non imputabilità quanto “incapace di intendere e volere”.

Una decisione confermata sia in Appello che in Cassazione. Meran era così finito in una Rems (Residenza sanitaria per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Santa Maria di Calice di Cornoviglio, nello spezzino: durata minima di soggiorno trent’anni.

Bene, anzi male, malissimo: il killer dei due agenti, oggi, si diverte a fare le telecronache di improvvisate partite di calcetto organizzate tra gli ospiti della stessa struttura dove lui stesso è rinchiuso.
In un video, pubblicato e poi rimosso dal Piccolo di Trieste, lo si vede bello contento mentre impugna il microfono. Accanto a lui, ridono tutti di gusto. Della serie: oltre il danno, la beffa. Anche perché il dominicano non dovrebbe stare male, visto che si trova in una clinica anziché in galera? Mah. Stando a quanto filtra, Meran potrebbe presto anche tornare nel nord-est, in virtù di una sorta di ricongiungimento famigliare.

Motivo? Soffrirebbe della lontananza dai suoi cari. La madre, infatti, abita in Veneto. È ancora presto per dire ciò che succederà ma quello che è certo è il senso di ingiustizia dilagante. Due giovani servitori dello Stato sono stati seppelliti e uno pseudo-pazzo può scherzare e giocare in tutta tranquillità. Anzi, gli potrebbe essere pure concesso di tornare vicino al luogo del delitto. Ma facciamo un passo indietro. Nel gennaio del 2024, appena prima che si pronunciasse la Cassazione, l’esperto incaricato di seguire l’uomo aveva riconosciuto come le sue condizioni di salute fossero «notevolmente migliorate» ma anche come mancasse «un qualsiasi segnale di ravvedimento o di pentimento per quanto commesso».

Aveva inoltre confermato «la necessità di mantenere una misura di sicurezza detentiva in grado di assicurare il prosieguo del programma di cura e di riabilitazione e, nello stesso tempo, di garantire concreti standard di sicurezza per il personale e gli altri ospiti». E dire che il gip di Trieste, convalidando il fermo del dominicano dopo aver analizzato i filmati interni della Questura, aveva parlato di «lucidità nella manovra aggressiva». Il resto è storia recente. Alejandro Augusto Stephan Meran, il killer di Trieste, è un novello telecronista.