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Silvio ritorna in campo: voglio essere il leader dei moderati

L'ex premier scopre le carte: sto lavorando con tutte le forze perché dopo Monti il centrodestra torni alla guida del Paese

Lucia Esposito
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  Silvio Berlusconi esce allo scoperto, scopre le carte sul suo futuro politico. Dice che vuole continuare a essere il leader dei moderati "finché gli italiani lo vorranno E di lavorare ogni giorno, con tutte le mie forze, come ho sempre fatto, affinché terminata  la   fase comunque transitoria del governo Monti, un centrodestra in parte   rinnovato e più ampio torni a guidare il paese nel nome dei nostri   ideali di libertà". Lo afferma in una intervista contenuta nel libro "L'onestà al potere" di Roberto Gelmini sui nove anni di governo di Milano di Gabriele Albertini. Le riforme L'ex premier torna a parlare di riforme istituzionali, sostiene che le prima riforma da fare è quella di dare al presidente del consiglio, eletto dagli italiani, i poteri di governare davvero. Insomma, bisogna cambiare l'architettura del Paese.     Per l'ex premier "sarebbe sbagliato sottovalutare i risultati   che, nonostante tutto, il governo ha ottenuto, in anni difficilissimi,  per l'economia internazionale. I fatti di queste settimane  - sottolinea - ci stanno dando ragione su tutta la linea, mi pare".    E in un parallelismo tra poteri del primo cittadino e presidente  del Consiglio, Berlusconi precisa: "il sindaco se si dimette scioglie   il Consiglio comunale, il premier se si dimette può essere sostituito  con chiunque altro, anche con una persona che non si è presentata   alle elezioni. L'unico potere del presidente del Consiglio è quello   di presentare un disegno di legge al Parlamento. Se va bene dopo 18-24  mesi esce dal Parlamento un provvedimento molto lontano normalmente da  quello iniziale, che se non piace alla sinistra viene impugnato da un   Pubblico Ministero e sottoposto al giudizio della Corte costituzionale  che, inderogabilmente, lo abroga".   

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