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Jesi: i medici sono tutti obiettori gli aborti li fa il medico in prestito

I dieci ginecologi dell'ospedale non praticano l'interrizione volontaria di gravidanza

Leonardo Diana
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All'ospedale di Jesi, in provincia di Ancona, i dieci ginecologi della struttura si sono dichiarati tutti obiettori di coscienza. A segnalarlo la Cgil che parla di "diritti negati alle donne" e di mancata attuazione della legge 194/78. Secondo il sindacato, l'obiezione di coscienza dell'intero team avrebbe causato la sospensione del servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Sulla vicenda è intervenuto l'assessore regionale alla Sanità Almerino Mezzolani per "garantire che nei prossimi giorni possa operare un medico non obiettore proveniente dall'ospedale di Fabriano". Il responsabile dell'ospedale, il dottor Claudio Martini ha assicurato il normale funzionamento nella fase degli incontri presso i consultori dove il diritto di accedere all'Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) è garantito dal personale che opera presso gli specifici servizi distrettuali di Jesi. Il medico "in prestito", con cui è stata fatta una convenzione, viene da Fabriano e, secondo quanto dice il responsabile dell'ospedale, dovrebbe effettuare gli interventi chirurgici di Ivg, anche nell'ospedale di Jesi. La Cgil ha però ricordato che, secondo i dati dell'ultima relazione annuale del Ministero della Salute, già nel 2009, su 2.458 interruzioni volontarie di gravidanza effettuate da donne residenti nelle Marche, il 24,7% degli interventi sono stati fatti fuori provincia e il 9,9% fuori regione: percentuali pari quasi al doppio rispetto alla media nazionale.

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